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mercoledì, 30, Novembre, 2022
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Coronavirus e zona arancione, un duro colpo per gli agriturismi

Il passaggio alla zona di rischio arancione avvenuto in Liguria a cavallo del fine settimana ha lasciato scontenti soprattutto i ristoratori, costretti a fare i conti ancora una volta con una chiusura repentina comunicata senza il preavviso necessario.

Tra i tanti, il settore agrituristico, composto prevalentemente da piccole medie imprese, ha accusato un duro colpo, l’ennesimo in un anno già drammatico con cali di fatturato stimati tra il 60 e l’80%.

Il fine settimana di San Valentino ha portato al tutto esaurito nelle prenotazioni ma il passaggio alla fascia arancione, avvenuto proprio domenica, è stato mal visto dalle associazioni di categoria.

Gli agriturismi, così come i ristoranti, avevano già provveduto agli ordini del caso, proponendo menu a tema e vedendo sfumare il tutto nella mezzanotte tra sabato e domenica.

A far discutere, come già più volte detto da Cia, è la tempistica decisionale.

Per gli operatori poteva essere mantenuta l’apertura a pranzo, con gli opportuni dispositivi di sicurezza.

La Cia di Savona, la Confederazione Italiana Agricoltori, ha spiegato: “I nostri agriturismi hanno tenuto duro in questi mesi, si sono attrezzati per accogliere la clientela in sicurezza, erano, e sono, pronti per una ripartenza. Siamo di fronte a una chiusura che mette in ginocchio l’intera ristorazione con effetti diretti sulla filiera agroalimentare”.

 

 

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