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lunedì, 22, Aprile, 2024
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Andrea Bruzzone – Una cantina in centro città

È possibile che esista una cantina nel pieno centro storico della sesta città più grande d’Italia? Ebbene sì, esiste! E la grande intuizione l’ha avuta Andrea Bruzzone.

La storia in realtà parte a qualche chilometro di distanza. Siamo in Valpolcevera, agli inizi del ‘900, quando tutta la valle era ampiamente coltivata a vite e dove il commercio del vino rappresentava un elemento fondamentale per l’economia locale. Una valle che però negli anni ’70 ha visto l’abbandono delle campagne e l’arrivo dell’industrializzazione.

La famiglia di Andrea Bruzzone il vino lo ha nel sangue. Era infatti proprietaria di una un’osteria che ospitava nelle sue fondamenta un “fundegu” che già all’epoca riforniva di vino locale anche le regioni limitrofe. Andrea iniziò ad andare in cantina con il padre fin da piccolo, avvicinandosi a quel mondo che divenne poi una vera e propria passione.
Da allora Il mio rapporto col mondo rurale assunse la forma delle botti ovaline come quelle caricate sul nostro mitico Fiat 615 rosso, il profumo del mosto in fermentazione e del vino travasato a mano con una pompa appena motorizzata, il colore del fogliame che in autunno regala le tonalità migliori – racconta Andrea Bruzzone – e poi un suono in particolare, la voce di un padre che narra al proprio figlio tutti i segreti per poter tramandare l’arte racchiusa in questo mestiere”.

Ma non solo. A lui si deve il merito di portare avanti la missione di valorizzare i vini prodotti in questo territorio difficile, ma oggi più che mai da menzionare.
Nel 1996 viene riconosciuta la IGT e nel 1999 la DOC: la Valpolcevera non stava producendo più vini considerati solo da pasto. Bianchetta, vermentino, bosco, rollo, ciliegiolo, dolcetto e barbera. Uve che vengono coltivate ai confini della città e che caratterizzano e danno valore alla nostra tradizione.

Janua: una cantina storica culturale (e un Metodo Classico)

È una avventura faticosa ma emozionante che ha portato nell’ottobre del 2020 all’inaugurazione di Janua, una cantina storica culturale (piazza di San Donato, 51r), ennesimo progetto di quest’uomo dalle mille idee.
Affacciata sulla chiesa romanica di San Donato, nel cuore del centro storico di Genova, Janua non è solo un punto vendita ma è il luogo dove poter approfondire la tradizione e la cultura contadina. Un vero e proprio museo pieno di attrezzi come il vecchio torchio, le botti o le gerle che, una volta raccolta l’uva, venivano caricate sugli asini da soma. A pochi metri, nella cantina di affinamento, riposa sui lieviti l’omonimo Metodo Classico.

Nato quasi per caso nel 2014, annata rinomata per essere stata difficile e molto piovosa ma che ha regalato uve con una acidità molto elevata. Base bianchetta, 18 mesi sui lieviti e sboccatura eseguita alla volée, sistema antico e naturale, ricolmato con lo stesso spumante e un piccolo dosaggio per preservare la sua integrità. È un vino immediato, fresco e territoriale. I profumi sono erbacei, in bocca si sente il salmastro del mare. Perfetto dopo una giornata di sole con un pezzo di farinata o delle verdure ripiene acquistate in una sciamadda a poca distanza nei vicoli di Genova.

Ah, dimenticavo. Janua. Da dove deriva questo nome? Così era chiamata in passato la città di Genova in onore al dio Giano Bifronte, simbolo di una città racchiusa tra mare e montagna. Lo spumante di Andrea rappresenta questo, un prodotto che proviene da uve coltivate sulle colline dell’entroterra dalle quali si scorge il nostro adorato mare.

Janua – Cantina Storica Culturale

Genova – piazza San Donato, 51r
aperto da martedì a venerdì ore 16/20 – sabato ore 10/12 e 16/20
andreabruzzonevini.itinfo@andreabruzzonevini.it

Elena Benacchio
Elena Benacchio
I miei colori preferiti? Giallo ambrato, rosso rubino e rosa chiaretto, ma sono di gusti difficili. Da buona genovese e sommelier spesso mi lamento quando il vino non è a temperatura. Il mio mantra? Non fidatevi di una persona che non ama il vino. Affascinata dalle esperienze dei produttori e dalla loro capacità di dare valore al territorio, amo andare alla ricerca di storie da raccontare e vini da assaggiare.

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