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sabato, 24, Febbraio, 2024
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Olio Dop Riviera Ligure, annata record: prodotti oltre 7mila quintali nonostante il Covid

Durante la pandemia, non tutto si ferma. La produzione dell’Olio extra vergine d’oliva Dop Riviera Ligure, ad esempio, sembra non aver risentito del periodo complesso contraddistinto dal Covid. Anzi: «In un periodo così complicato, questa è stata un’annata positiva per l’olivicoltura ligure, con una produzione abbondante di olive e ottima qualità d’olio». Lo afferma soddisfatto Sandro Gagliolo, olivicoltore di Stellanello, componente della giunta CIA Savona e vicepresidente del Consorzio Dop Riviera Ligure, che precisa: «La media annua di produzione è di circa 5mila quintali, mentre ad oggi abbiamo circa 7.500 quintali di olio Dop certificabile».

Olio Dop Riviera Ligure: un’eccellenza legata al territorio

Un ottimo risultato per il Consorzio per la tutela dell’Olio extra vergine d’oliva Dop Riviera Ligure, che ha fra gli obiettivi quello di far conoscere questo prodotto, allargare la platea dei produttori, trasformatori e imbottigliatori. Non solo: l’obiettivo è anche quello di garantire la tracciabilità e la trasparenza dei vari passaggi dalla produzione allo scaffale: «La Dop è ad oggi l’unico strumento in grado di legare il prodotto al territorio e quindi tutelare il consumatore da eventuali truffe – spiega Gagliolo – Il nostro obiettivo è quello di rendere più snelle le procedure burocratiche per gli operatori, aumentare le possibilità per tutta la filiera e promuovere iniziative volte a far conoscere la nostra eccellenza».

Proprio per questo, esiste una proposta di modifica del disciplinare che segue un iter complesso, al vaglio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Una procedura che dovrà poi passare all’approvazione della Commissione Europea: «Abbiamo seguito il percorso di altri oli Dop che hanno modificato il proprio disciplinare rendendo facoltative, e non più obbligatorie, le menzioni geografiche. Così si potrà realizzare un olio Riviera Ligure Dop anche con varietà locali presenti negli oliveti liguri che non erano state previste originariamente, trasformandole e confezionando l’olio all’interno di tutto il territorio regionale. Tra gli obiettivi anche quello di maggior risalto in etichetta alla varietà locale dell’oliva da cui si è prodotto l’olio».

Nel frattempo non mancano altre iniziative: «Posso citare l’evento “Oliveti Aperti” – racconta l’esponente di CIA Savona – L’evento ha permesso un nuovo collegamento tra aziende e flussi turistici e la collaborazione con chef stellati nella realizzazione di piatti con il nostro prodotto. Tutto ciò senza dimenticare attività promozionali sempre più legate al turismo enogastronomico».

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