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martedì, 16, Aprile, 2024
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CIA Savona, opere infrastrutturali a minor danno agricolo e ambientale

Le opere infrastrutturali devono essere a minor impatto agricolo e ambientale.

Questa in sintesi l’analisi che la Giunta CIA Savona ha stilato, valutando la situazione delle infrastrutture di collegamento verso l’esterno della provincia e della Liguria.

CIA Savona ha analizzato anche la situazione generale dei collegamenti viari, autostradali oltre che ferroviari e portuali, fotografando la situazione a oggi.

Alla base delle preoccupazioni c’è il dilemma legato al prossimo anno quando, tra marzo e aprile, i Tir che trasportano in Europa le piante aromatiche dell’albenganese si troveranno a dover fronteggiare le code in autostrada, non più contenute dalle limitazioni dell’emergenza Covid come avvenuto per la primavera 2020 e la primavera 2021.

Inoltre, lo spostamento a monte della ferrovia nella zona di Albenga potrebbe sottrarre quote importanti al territorio e all’agricoltura, per questo la Giunta chiede agli Enti Locali di rendere noto lo stato progettuale chiarendo le voci e informazioni sul finanziamento della tratta mancante per il completamento del raddoppio ferroviario tra Finale Ligure e Andora, se risulti davvero finanziata e su quale piano o programma.

Solo attraverso la chiarezza, ribadisce CIA Savona, sarà possibile programmare gli investimenti ed effettuare le scelte del caso, oltre a poter esprimere una propria valutazione sui dati reali.

Conoscere la condizione attuale permetterebbe inoltre di proporre soluzioni alternative per le aziende agricole che verranno coinvolte direttamente o indirettamente dal tracciato, trovando soluzioni compensative economiche o di nuove superfici agricole che potrebbero essere realizzate con l’abbassamento dei materiali di scavo delle gallerie.

CIA Savona si è detta quindi intenzionata ad aspettare gli interventi dei parlamentari e dei consiglieri regionali del ponente ligure per fare il punto della situazione sulle infrastrutture viarie, autostradali e ferroviarie della Liguria finanziate, in quanto, allo stato attuale sembrerebbe finanziato il solo adeguamento tecnico al progetto dello spostamento all’origine Finale Ligure – Albenga, ma non le opere attese da decenni.

Oltre alla preoccupazione per una possibile perdita di territorio agricolo, rimane la forte apprensione per il deficit infrastrutturale del ponente ligure.

Nei prossimi anni l’autostrada dovrebbe subire interventi di manutenzione radicali e ripetuti che ne limiteranno la percorribilità.

La mancanza di alternative stradali proponibili verso Piemonte e Lombardia, quindi verso il nord Italia e il nord Europa, continuerà a limitare l’economia del ponente che rischia così un forte isolamento.

Allo stato attuale non risultano finanziate tratte ulteriori dell’Aurelia bis, alternative intermedie tra la Strada Statale 1 e l’autostrada, così come non risulta finanziato il tunnel Armo Cantarana che collegherebbe Imperia con Ceva in 40 minuti, alleggerendo il peso veicolare e decongestionando una parte dell’A10.

La bretella autostradale Albenga-Predosa, che collegherebbe l’A6 con la Torino Savona, rilanciata dagli amministratori locali, è ancora in fase pre-progettuale con uno studio di fattibilità.

Purtroppo non risulta alcuna opera infrastrutturale del ponente ligure programmata e finanziata sul PNRR (Piano Nazionale d Ripresa e Resilienza), questa grande opportunità che impone già ora la cantierabilità dei progetti al fine di realizzare le opere entro il 2026.

CIA Savona – si legge in un comunicato – è interessata a condividere e sostenere progettualità di potenziamento infrastrutturale del ponente ligure, contribuendo alla ricerca di soluzioni a minor danno agricolo e ambientale, per evitare il rischio di marginalità economica del nostro territorio del ponente ligure.

In ogni ambito economico la velocità degli scambi e delle percorrenze delle merci è il principale fattore di competitività: se i Tir finiscono in coda in autostrada uno dei vantaggi competitivi del nostro territorio, come nella produzione delle piante, rispetto ad altri territori nazionali viene a mancare. Fenomeno analogo a quanto sta accadendo nel turismo: la Liguria di ponente, bellissima, ma destinazione difficile da raggiungere per carenza di collegamenti scorrevoli, rischia di perdere appeal e visitatori, anche nell’ottica di uno sviluppo del turismo green e naturalistico sul quale le strutture agrituristiche puntano per il rilancio del settore“.

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