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lunedì, 22, Aprile, 2024
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Il futuro del “nuovo” Klainguti

Pochi giorni fa, la notizia: Klainguti è stato acquistato dai proprietari di Douce, il pasticcere francese Michel e il suo socio Carlo Ponte, che in città gestiscono altri quattro locali: i due Douce (in piazza Matteotti e in via Venti Settembre) oltre al Caffè degli Specchi e al Doc.Ale (ex Ma che gotti) sempre in piazza Matteotti.

Sì, confermiamo le indiscrezioni, anche se con qualche inesattezza – spiegano Paquier e Ponteabbiamo vinto l’asta che si è svolta a fine giugno, ma diventeremo a tutti gli effetti proprietari solo ad inizio settembre. Ad oggi non abbiamo ancora le chiavi dell’immobile e diversi dettagli sono da definire con il curatore fallimentare”.

Di certo però non manca un solido progetto. “I locali versano oggi in situazioni piuttosto critiche. Il nostro intervento non sarà una ristrutturazione, ma un vero e proprio restauro conservativo. Quando si acquista un locale con la storia di Klainguti, il primo compito è garantire che chi li acquisterà tra 100 anni potrà godere della stessa visione e degli stessi beni. C’è una sorta di responsabilità. Noi manterremo l’arredamento storico, tra l’altro vincolati dalla soprintendenza, e anche l’offerta sarà tesa a proporre le ricette originali di Klainguti”.

Quale sarà la sorte dei dipendenti della passata gestione?
È uno di quelle partite ancora in divenire con il curatore fallimentare. Ad oggi non abbiamo ancora un assetto completo dei dipendenti, perché alcuni si sono dimessi, altri sono in stand by. È un discorso da definire”.

Il “nuovo” Klainguti non sarà dunque un altro Douce, a partire dal nome che resterà quello storico, e poi per una proposta che si differenzierà dallo stile che ha reso Michel Paquier tanto apprezzato in città. “Dobbiamo dire che dopo la notizia abbiamo avuto tantissime telefonate, auguri, attestati di stima. Qualcosa che avevamo già conosciuto ai tempi dell’acquisizione dello storico Caffè degli Specchi, ma che con Klainguti è addirittura maggiore. È chiaro che questo locale fa davvero parte della storia della città: non vediamo l’ora di metterci al lavoro”.

Quando è prevista la riapertura?
Non tutte le tempistiche dipendono da noi, ma l’obiettivo è aprire il prima possibile. Comunque ci vorranno alcuni mesi. Potrà essere il tardo autunno, o il periodo natalizio. E quando apriremo, ci sarà una grande sorpresa, di cui proprio non posso svelare nulla”.

Alessandro Ricci
Alessandro Ricci
Sopra i 40 (anni), attorno ai 100 (kg), 3 figlie da scarrozzare. Si occupa di enogastronomia su carta e web. Genoano all’anagrafe, nel sangue scorrono 7/10 di Liguria, 2/10 di Piemonte e 1/10 di Toscana. Ha nella barbera il suo vino prediletto e come ultima bevuta della vita un Martini Cocktail.

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