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lunedì, 23, Maggio, 2022
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Cenone di Capodanno: i cibi portafortuna che non possono mancare

Un altro anno ci sta salutando, un nuovo anno sta per cominciare. Sperando con più fortuna degli ultimi due, piuttosto travagliati. Mai come in questo caso è utile aggrapparsi anche alle piccole superstizioni per augurarsi un 2022 all’insegna della prosperità e povero di brutte sorprese. Quali sono i cibi portafortuna che non devono mancare sulla tavola di San Silvestro? Ecco un riepilogo, per essere sicuri di non tralasciarne nemmeno uno.

Lenticchie

Le lenticchie sono il cibo portafortuna per eccellenza, fin dall’epoca romana. Il motivo è presto spiegato. La loro forma tonda e appiattita è simile a quella delle monete. L’auspicio dunque, fin dall’antichità, è che tante lenticchie possano poi trasformarsi in altrettante monete. Un piatto di lenticchie in umido, magari ad accompagnare l’immancabile cotechino o zampone, è una tradizione necessaria.

Melagrana

Anche la nomea portafortuna del melograno affonda le radici nell’antichità. Le dee Venere e Giunone erano spesso raffigurate con una melagrana in mano, simbolo di fertilità e ricchezza. Da qui si sono sviluppate molte usanze. In Grecia, per esempio, si fanno cadere a terra, per vedere quanti grani, spezzata la buccia, rotolino a terra in segno di prosperità. In molte tradizioni poi si associa a questo frutto un auspicio di fecondità. Sulla tavola di Capodanno, dunque, non dimentichiamocene.

Uva

Bisogna aspettare lo scoccare della mezzanotte per consumare 12 acini d’uva, uno per ogni nuovo mese dell’anno. Una tradizione portafortuna che nasce in Spagna e che si è diffusa in molti altri paesi, Italia compresa. L’uva è infatti un simbolo di abbondanza.

Mandarini

Il mandarino è un altro frutto portafortuna. Per rintracciarne i motivi, occorre spostarsi in Cina. Secondo il Feng Shui, un mandarino fruttifero significa felicità e questa pianta era usata per attirare fortuna e prosperità nelle case o nei monasteri. Inoltre il mandarino era considerato un albero dell’amore, per la sua capacità di stimolare le relazioni personali. I mandarini non possono dunque mancare sulle tavole di Capodanno, anche come addobbo colorato.

La frutta secca

Perché nelle feste non manca la frutta secca alla fine dei pasti? Perché è stuzzicante, certo, ma questo non basta. La frutta secca, infatti, è sinonimo di sicurezza e prosperità, oltre ad essere un ottimo portafortuna. Noci e castagne, soprattutto, ma anche i fichi secchi. La tradizione della frutta secca è fortissima in Francia, dove sono soliti consumarne ben 13 tipologie.

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