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domenica, 22, Gennaio, 2023
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A Genova ha aperto la brasserie Ladidà: “Eleganza giocosa e stravagante”

Era più semplice chiamarlo Dalidà? Forse. Musicalmente sarebbe stato più immediato da pronunciare, ma banale. Il suo nome è più sofisticato, innovativo: Ladidà, un nome che tra l’altro ha assolutamente senso e trova significato in un’esclamazione straniera. Allo stesso modo sarebbe troppo semplice definirla solo una brasserie: in realtà è molto di più. Si presenta così ai clienti il Ladidà – Italian Brasserie e Club, nuovo locale inaugurato lo scorso 25 gennaio in via San Sebastiano 13 a Genova. Il ristorante dall’animo poliedrico prende il post dell’ex Muà, nella piazzetta antistante il Best Western City Hotel.

Il nuovo ristorante è gestito da Hotma Hotels, storica azienda familiare di Genova che gestisce l’hotel Best Western plus City (e altri 3 hotel). Il progetto è di Thea Castagnetti, project manager e revenue manager di Hotma Hotels. Noi di Basilico abbiamo scambiato due chiacchiere con Giacomo Torielli, marketing manager del gruppo Hotma Hotels.

Giacomo, qual è l’idea e la filosofia dietro al Ladidà? E perché proprio questo nome?
“Per Hotma Hotels si tratta dell’ennesima gestione. Infatti gestisce già l’hotel di fronte al Ladidà, il Best Western City Hotel, il Best Western in Piazza Fossatello al Porto Antico, l’Hotel Nologo e il Sublimis Boutique Hotel Camogli. E ora ecco una nuova avventura, con la gestione del ristorante e brasserie Ladidà a Genova. Sapete da cosa deriva il nome? Deriva da un’espressione canzonatoria americana di fronte a qualcosa di esagerato. Un po’ come “oua”, espressione molto utilizzata a Genova. Anche il logo del Ladidà è particolare: rappresenta da un lato una farfalla e dall’altro una falena. Questo perché il ristorante si presenta al pubblico B2C come un locale dalla doppia identità e dal medesimo comun denominatore: eleganza giocosa e stravagante”.

Caramella di cipolla di Montoro: jus di cipolla, fonduta di parmigiano e crumble di farro monococco

Come si compone il locale nella sua complessità?
“Al piano terra abbiamo il brasserie bistrot (rappresentato dalla farfalla), stravagante e colorato con opere d’arte fornite da Bronzo, un collettivo di artisti a Genova. Il menu è prevalentemente di terra, ma attenzione a non pensare di entrare in una semplice braceria. Al primo piano trova posto invece il Parlor Club, rappresentato dalla falena con tappezzeria rossa, divani in pelle: in pratica un salottino per il dopocena. Infine c’è anche una terza identità, ovvero la Sala Meeting in 70 metri quadri dove poter organizzare pranzi aziendali, riunioni e feste private. Tengo a precisare che Ladidà è e rimarrà una realtà differente dal BW Plus City; difatti, l’hotel ha al suo interno lo storico ristorante PEsciolino, più volte menzionato nella guida Michelin degli ultimi anni e specializzato su piatti di mare”.

Il tutto rispettando il chilometro zero e la stagionalità della materia prima…
“Siamo molto forti sulla carne e le identità di terra. Nel nostro menu, visitabile sul sito web, trovano posto la Vacca Vegia, il brasato di Cabannina al vino rosso ma anche la tartare di Cabannina, per un viaggio nei sapori e nei prodotti a km 0. Siamo aperti per pranzo e cena alla brasserie (dallle ore 12.30 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 23.30 dal martedì al sabato) ma apriremo presto anche il Parlor Club, con il suo biliardo in bella vista, per il dopocena tra un amaro, qualche chiacchiera e un po’ di musica Jazz”.

Il bancone di Ladidà

Come si compone invece lo staff del Ladidà a Genova?
“Nello staff è presente Benny Abarbanel, manager di sala del Ladidà nonché uno dei tre fratelli di Les Rouges. In cucina dirige lo chef genovese Gabriel Ulivieri, che dopo mille giri per il mondo impegnato in ristoranti d’élite in Svizzera, Spagna e Francia (Mirazur, Mentone) è tornato a Genova con la sua compagna pasticcera: oltre a un menu curato nei minimi dettagli avremo dunque anche un’interessante lista dei dolci”.