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domenica, 14, Agosto, 2022
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“Basse fermentazioni, tap room e lattine: ecco i nuovi trend della birra”. Intervista a Barbara Boero

Bilancio positivo per il settore brassicolo ligure, secondo la guida alle Birre d’italia 2023 edita da Slow Food. Per approfondire il panorama, abbiamo intervistato Barbara Boero, coordinatrice regionale della guida.

Quanto ha pesato la pandemia sui birrifici della Liguria?
La guida è uscita da poche settimane, ma ovviamente è stata scritta in gran parte durante il periodo pandemico. Due anni terribili per tutti, e in particolari per i birrai che per molti mesi non hanno più contare su pub e locali aperti. Molti hanno cominciato a consegnare a clienti privati, ed è stato un elemento positivo. Perché hanno conosciuto nuovi clienti e avuto lo stimolo per proporre nuove birre, come è successo per esempio ad Altavia, Busalla o Maltus Faber.

Quali sono le novità più importanti in questa edizione? 
Novità eclatanti non ce ne sono. A livello di birrifici, aumenta la presenza ligure con l’ingresso in guida di La Spezia Brewing Company e Bedreamer, e il ritorno di El Issor. L’elemento più interessante è però l’aumento dei locali, in tutta la regione, che prestano attenzione alla birra artigianale.

Come l’eccellenza di Scurreria a Genova, i cui publican sono stati premiati come i migliori d’Italia.
Sono un’eccellenza perché fanno un lavoro estremamente professionale. Sia i proprietari, sia i ragazzi che ci lavorano, che ricevono la corretta formazione. Viaggiano spesso per cercare nuove birre e conoscere nuovi birrai, frequentano i principali festival, organizzano molti eventi nel pub con i birrai presenti. E poi hanno un’attenzione maniacale per la pulizia delle vie, che è fondamentale in un pub di birre artigianali. Infine, le sanno raccontare proprio perché molto appassionati, e sono in grado di rapportarsi tanto col cliente super-esigente, quanto con chi consuma generalmente birre industriali e chiede una doppio malto. Un locale imperdibile che è divenuto una tappa anche per molte persone fuori da Genova e dalla Liguria.

Quali stili stanno avendo maggior successo in questo periodo?
Dopo l’esplosione delle luppolate, c’è il ritorno delle basse fermentazioni, quelle che possono sostituire le classiche chiare industriali. Ma una volta assaggiata una bassa fermentazione brassata in Franconia, difficilmente si torna indietro.

Dopo anni di impetuosa crescita, che fase sta vivendo la birra artigianale in Italia?
Il settore ha risentito degli ultimi anni, grosse novità non ce ne sono state. Ma in generale i birrifici che lavorano bene non si sono fermati, magari hanno cambiato i formati, per esempio sono aumentate le birre in lattina. A livello di stili, la varietà italiana è immensa, perché i birrifici attingono veramente a qualunque stile e a qualunque tipologia di fermentazione. Se devo trovare una tendenza, registro che sempre più i birrifici associano alla produzione una loro tap-room. È una scelta sensata e conveniente, sono tutti molto contenti di questa esperienza e penso che in futuro sarà un elemento imprescindibile.

Per chi vuole avvicinarsi al mondo della birra artigianale, ci sono corsi che puoi consigliare?
Negli ultimi due anni si è mosso poco, soprattutto in presenza. Senz’altro Fermento Birra e Mobi rappresentano le due realtà più consolidate e preparate nel proporre  corsi. Vedremo se nel prossimo futuro organizzeranno qualcosa a Genova o in Liguria.

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