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mercoledì, 30, Novembre, 2022
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Alessandra Pierini, una genovese conquista Parigi con la cucina ligure

Una genovese a Parigi. Può sembrare il sequel del famoso film del 1951, Un Americano a Parigi. È invece la bella storia di Alessandra Pierini, una genovese partita dalla Lanterna e atterrata all’ombra della Tour Eiffel per conquistare la capitale francese con la cucina mediterranea. Più precisamente con quella genovese. Alessandra è a Parigi da più di vent’anni ed è la fondatrice di RAP, una epicerie (qui in Italia diremmo una drogheria) nel cuore di Parigi che vende prodotti italiani e genovesi. Non poteva essere altrimenti per Alessandra, lei che a Parigi fa parlare la sua Genova attraverso gusti e sapori della cucina ligure.

E la sua attività funziona eccome. Perché Parigi è Parigi, ma in quel della Tour Eiffel prodotti e materie prime made in Genova come basilico e pesto sono prelibatezze rare, difficili da ottenere. In Francia, ad esempio, la prescinsêua non si produce ed è quindi difficile poterla avere fresca. Così come le olive taggiasche e il pandolce genovese, le trofie, i croxetti e i testaroli della Lunigiana. Insieme a tanti altri prodotti italiani, dal Parmigiano Reggiano al Gorgonzola Dop, dai pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop ai caffè italiani.

La voce a Parigi si è sparsa con il tempo. Tanto che RadioFrance, famoso ente pubblico francese di diffusione radiofonica, ha ospitato Alessandra Pierini nei suoi studi per la terza puntata della serie estiva di RadioFrance sulle cucine mediterranee, andata in onda il 6 luglio 2022. E anche noi di Basilico non abbiamo perso l’occasione di incontrare Alessandra e farci raccontare la sua avventura.

Alessandra, come è nata la tua avventura? Perché hai deciso di partire da Genova per aprire la tua attività a Parigi?
La mia avventura è nata circa 30 anni fa, quando ero appena arrivata nel sud della Francia, vicino a Marsiglia. Mia mamma e mia nonna, da brave italiane cucinavano molto e io in Francia non avevo la possibilità di trovare buoni prodotti italiani. Qualcosa c’era ma allora erano prodotti di bassa qualità. Diciamo quindi che tutto è nato quasi come bisogno personale. A quel tempo già mi occupavo di far conoscere presso i ristoranti e i negozi francesi le mozzarelle prodotte in Puglia. Oltre alle mozzarelle, portavo con me olive taggiasche, acciughe di Cetara e qualche erba aromatica. Tutti impazzivano per la mia mozzarella, per le olive e per l’olio e mi chiedevano di portare in Francia altri prodotti. Così ogni volta che andavo in Italia per far visita alla mia famiglia, tornavo in Francia con la macchina piena di prodotti del Bel Paese. Ho poi avuto l’occasione di aprire un negozio per vendere i prodotti in maniera più professionale. Ho iniziato con prodotti liguri che portavo dalla mia regione: con un camioncino andavo prima al mercato di Sanremo e Ventimiglia per recuperare i prodotti freschi, poi arrivavo a Imperia e da lì mi recavo a Genova. Successivamente alcuni produttori del Sud Italia mi facevano arrivare nel Nord Italia i loro prodotti. Oggi ho circa 3mila referenze in negozio con prodotti freschi che arrivano ogni settimana.

Oggi è più semplice per te recuperare tutti questi prodotti italiani e averli in Francia? Oppure la maggior varietà di prodotti rende tutto più complicato di allora?
Essendo stata una pioniera oggi sono la referente per i prodotti italiani in Francia. Tantissimi prodotti italiani che io un tempo portavo in Francia oggi in Italia sono molto conosciuti. Un tempo non lo erano. E così appena noto che un prodotto italiano che vendo inizia ad essere troppo conosciuto e venduto anche in altri luoghi inizio a non venderlo più. È un po’ la filosofia del mio negozio. Non nego che oggi sia più semplice far arrivare i prodotti dall’Italia: i trasporti si sono semplificati, anche all’interno della stessa Italia. Ma anche io ho dovuto fare i conti con la pandemia: prima del Covid riuscivo a tornare in Italia almeno quindici volte ogni anno, ma con le restrizioni questo non è stato più possibile. Solo ora comincio a recarmi più spesso nel mio paese e nella mia città natale. L’importante è non fermarsi mai. Durante l’edizione 2022 del Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio sono venuta a Genova con un giornalista molto conosciuto con il quale abbiamo fatto un trasmissione in diretta per la Francia: circa 2 milioni di persone hanno ascoltato il programma. Per me è importante fare in modo che le persone considerino Genova come una città da scoprire. In Francia le persone amano il pesto, ma in poche sanno dove viene prodotto. Dobbiamo lavorare molto affinché Genova e la Liguria vengano promosse e conosciute di più, non solo dai francesi.

Foto di mariellegaudry

Parliamo appunto di prodotti genovesi: quali è possibile scoprire e gustare nel tuo negozio a Parigi?
In questo periodo riesco ad avere settimanalmente verdura e prodotti freschi come i carciofi e le zucchine trombette di Albenga e il basilico ligure. Non mancano poi le conserve (lavoro con circa quattro produttori liguri di co nserve): dalle olive taggiasche all’olio extravergine di oliva, dal vino ligure ai dolci tipici. Da circa due anni lavoro con Massimo Ferrante, campione del mondo di panettone. Lavoriamo poi con Alessandro Cavo per far conoscere in Francia i suoi amaretti e il pandolce. Abbiamo ovviamente il pesto genovese, grazie alla collaborazione con Roberto Panizza e il sugo di noci. E poi abbiamo tutti i formati di pasta genovese: dai croxetti alle trofie, dalle trenette agli gnocchi fino ai testaroli. Fino alle migliori erbe aromatiche dal timo alla maggiorana.

Secondo la tua esperienza e il tuo modo di vedere le cose, come è vista Genova e la Liguria dagli occhi dei francesi?
Purtroppo la Liguria come regione non è molto conosciuta. I francesi della Liguria conoscono Portofino, Santa Margherita, le 5 Terre, Sanremo e Ventimiglia. Ma sanno ancora molto poco del centro storico e delle sue bellezze. Adorano la cucina genovese, accostano la Liguria al pesto e alla focaccia, ma non sanno esattamente cosa sia. Per questo penso che si debba lavorare molto per far conoscere davvero la Liguria. Nel mio piccolo ho accompagnato François-Régis Gaudry nell’ideazione del suo libro Assaggeremo l’Italia, che sarò tradotto in italiano probabilmente nel 2023. Nel libro ho curato una pagina sul pesto genovese e una pagina sulla focaccia. Sono piccoli contributi, ma ogni piccolo gesto conta quando si tratta di far conoscere la Liguria.

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