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mercoledì, 30, Novembre, 2022
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Caro energia, i ristoratori liguri: “Assurdo lavorare per pagare le bollette”

Sono tante le proteste dei ristoratori in tutta Italia contro il caro dell’energia e l’aumento delle bollette. Una conseguenza inevitabile, ma preoccupante: secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, sono a rischio 370mila posti di lavoro con una stima di 120mila imprese del terziario colpite. A farne le spese sono soprattutto i ristoranti, dove le utenze sono tre volte più care rispetto a un anno fa. E il caro bollette ha colpito duramente anche i ristoratori di Genova, già messi in ginocchio dal Covid.

Casse vuote e tanti debiti anche nei ristoranti genovesi, dove il boom di turisti nell’estate 2022 sembra non essere bastato: i mesi estivi infatti sono serviti più che altro a coprire le spese e i debiti accumulati durante la pandemia. Noi di Basilico abbiamo voluto dar voce ai ristoranti di Genova e dintorni, per capire come viene vissuto questo periodo e quali scelte sono state fatte per sopperire a questa problematica.

Purtroppo come categoria non riusciamo a vedere uno sbocco – commenta Matteo Losio, titolare della Trattoria del BruxaboschiL’unica mossa che può fare il Governo, non appena tutto sarà ufficializzato, è mettere sul piatto 30 miliardi. Ma si tratta pur sempre di credito d’imposta, dunque da scalare successivamente. Ci starebbe anche, ma non è sufficiente. E intanto si impoverisce il mercato, le famiglie, le aziende, con un conseguente calo del lavoro. Chi non ce la fa sta già meditando di chiudere entro Natale. Il costo dell’energia elettrica è quadruplicato, ma si attende anche una stangata per quanto riguarda il gas. Noi come Bruxaboschi chiuderemo l’anno con +60mila di costo energetico. È difficile per noi, non voglio immaginare per un piccolo produttore. Preoccupa il fatto che questo rincaro non sia destinato a finire domani, anzi è probabile che aumenti ancora. Come categoria ci stiamo muovendo, ma purtroppo immaginiamo già quale possa essere la risposta del Governo. Come ristoratori dovremmo essere costretti a quadruplicare i nostri prezzi, ma a quel punto chi andrà più al ristorante?“.

Al momento abbiamo potuto dilazionare il pagamento delle bollette, ma non potremo andare avanti così per molto – racconta Matteo Costa di Le Cicale in CittàLe aziende per nascere e vivere hanno stilato un business plan, che si basa su costi e ricavi. Se questi iniziano ad essere anomali i conti non tornano più ed è difficile gestire la situazione per molto tempo. Il problema vero, a parte ristoranti con fatturati importanti, sono quelle piccole realtà e quei piccoli ristoranti a conduzione familiare che hanno lo stesso costo di energia elettrica e del gas. Se chiudono queste aziende, tutto è irreversibile e non si torna indietro. La grande distribuzione resiste, mentre un negozio di frutta e verdura o una macelleria risente enormemente del contraccolpo. Come categoria abbiamo avuto modo di fare poco e niente, anche perché il cambio di Governo non ha certo aiutato: finora sarebbe stato inutile avviare una comunicazione con un Governo destinato a cambiare”.

Spostandoci nel Levante, precisamente a Santa Margherita Ligure, la titolare de L’Insolita Zuppa Margherita Olivieri non nasconde la sua preoccupazione di fronte al caro bollette che ha colpito i ristoratori a Genova e in Liguria: “Abbiamo ricevuto la bolletta di luglio e agosto senza prezzi maggiorati, ma stiamo ancora aspettando con ansia quella di settembre e ottobre. Non vedo una strada percorribile per noi ristoratori: è assurdo lavorare per pagare le bollette, come viviamo se i soldi che guadagniamo li usiamo per pagare le bollette? Come ristorante noi abbiamo fatto pochissimi aumenti sui prezzi del menu e dei vini, cercheremo solo di non fare gli sconti che prima potevamo permetterci. Grazie al cielo ancora fa caldo e non abbiamo avuto bisogno di accendere già il riscaldamento. Nel frattempo – conclude ironica Margherita – cerchiamo di stare attenti a non consumare più del dovuto, mettendo qualche candela in più e rendendo più romantica la sala“.

L’ultima bolletta che abbiamo ricevuto è stata a dir poco strepitosa – racconta Federico Bisso del ristorante Da Ö Vittorio È più che raddoppiata rispetto all’ultima. Nonostante tutto non abbiamo ancora aumentato i nostri prezzi. Ci è arrivata la comunicazione di Fipe in merito all’iniziativa di esporre la bolletta all’entrata del locale, ma sinceramente non abbiamo aderito, lo riteniamo inutile e servirebbe ben altro. Fortunatamente noi siamo appena passati completamente all’elettrico, avevamo una stufa a gas ma siamo passati alle piastre al cromo nel momento giusto. Cerchiamo di sopravvivere anche facendo le scelte più logiche possibili: oltre al ristorante abbiamo anche un albergo, 10 camere in una palazzina e 26 nell’altra e stiamo valutando se tenere chiuso quello da 10″. 

“Il futuro non è roseo e nel breve termine non si prospetta un bell’inverno – aggiunge la cugina di Federico, Paola BissoNoi in generale abbiamo bollette alte tutto l’anno, anche per via del nostro albergo tre stelle. Una strategia contro il caro bollette dei ristoratori a Genova ancora non l’abbiamo ancora strutturata, ma dobbiamo farlo perché l’accensione del riscaldamento tra alcuni mesi darà un’ulteriore mazzata ai costi. Come categoria siamo poco ascoltati e non riceviamo risposte”.

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