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venerdì, 18, Novembre, 2022
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Raccolta funghi in Liguria nel 2022: “Annata record, ma l’ambiente soffre”

È un’annata top per i fungaioli quella del 2022 in Liguria. Cestino alla mano e sveglia presto (molto presto, per arrivare prima degli altri), si è sempre alla ricerca dei luoghi migliori in Liguria dove raccogliere i funghi, sperando in un anno di grazia per la buttata di questi splenditi prodotti del territorio. E la raccolta funghi in Liguria nel 2022 sta dando risultati davvero straordinari.

Si è parlato addirittura di una nuova “grande ondata” di funghi a ottobre, un fenomeno non così frequente in Liguria. Perché accade allora? Per “tastare il polso” a questa raccolta dei funghi 2022 in Liguria abbiamo parlato con Fabrizio Boccardo, esperto micologo della Liguria.

Fabrizio, volendo delineare una panoramica generale sulla raccolta dei funghi in Liguria nel 2022 cosa possiamo dire? Come sta andando?
“Parlando di porcini siamo di fronte a un’annata eccellente. E le buone notizie finiscono qui. Perché le condizioni climatiche che si stanno verificando attualmente sono atipiche, seppur molto favorevoli alla crescita dei porcini. Per il porcino, più che le grandi quantità di pioggia, è necessario il caldo: un volta che l’albero è stressato dall’arsura e dalla mancanza di acqua i porcini crescono in grandi quantità. Ed è quello che effettivamente è successo: abbiamo avuto un luglio caldissimo, mentre ha piovuto discretamente tra fine agosto e inizio settembre. A ottobre abbiamo avuto nuovamente una fase calda con una buona ondata di porcini, ora che è quasi novembre siamo in una fase di calo. In questi mesi abbiamo avuto buttate fantastiche nelle zone di Santo Stefano d’Aveto ma anche nelle zone di Sassello e nel Genovesato. Abbiamo avuto una gettata eccezionale anche di Amanita Caesarea nel savonese. Tanti porcini da raccogliere quindi, ma altrettanti problemi da altri punti di vista. Non è auspicabile che questo clima anomalo continui per anni. Sono tantissime le tipologie di funghi che crescono, ma stiamo osservando un fenomeno preoccupante: le specie termofile che amano il caldo sono favorite, mentre le specie mesofile rimangono penalizzate”.

Per quanto riguarda le regole che disciplinano la raccolta dei funghi, la sensazione è quella di avere una grande frammentazione in Liguria per quanto riguarda i regolamenti, da Consorzio a Consorzio. Ma quali sono le regole base per andare a funghi in Liguria?
“Abbiamo una legge regionale che regolamenta la raccolta: ci sarebbe da rispettare una serie di norme relative al modo di andare a funghi, ad esempio evitando di utilizzare rastrelli e altri strumenti che possano danneggiare il micelio. In realtà il fungo vero e proprio è sotto terra, quello che viene raccolto è solo il frutto: non si deve quindi rovinare il terreno sottostante. Altre regole riguardano le quantità di funghi che si possono raccogliere e queste spesso non vengono rispettate. È vero, in Liguria abbiamo un sistema abbastanza frammentato per quanto riguarda la questione dei Consorzi, con la possibilità per i proprietari terrieri di consorziarsi e far pagare un tesserino per la raccolta dei funghi. Aspetto questo che è anche giusto dal punto di vista prettamente del diritto. I cercatori di funghi però inevitabilmente rimangono confusi da questa frammentazione di regole e costi. L’idea più corretta potrebbe essere quella di tenere un costo basso per i tesserini annuali, ma in altre zone della Liguria spesso i Consorzi tengono i prezzi molto alti proprio per scoraggiare le persone ad andare a funghi. E lì forse bisognerebbe intervenire, perché la trovo una politica sbagliata: non sono nati per questo motivo i Consorzi”.