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lunedì, 22, Aprile, 2024
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Giornata internazionale della pizza, aumenta il fai da te casalingo

E’ una giornata internazionale della pizza decisamente inusuale quella di questo 17 gennaio, contraddistinta dalle pizzerie chiuse per lei disposizioni di contenimento del Coronavirus.

Ma questo no fa demordere i liguri, decisi a celebrare il pizza day 2021 anche se in zona arancione, scegliendo il fai da te.

Un rituale imprescindibile che ha visto 4 italiani su 10 scegliere di preparare uno dei piatti della tradizione italiana da soli pur di non rinunciarvi.

Questo è quanto emerge da un sondaggio condotto da Coldiretti in occasione della giornata della pizza e che trova nelle tradizioni locali liguri come la Sardenaira e la Focaccia di Recco veri e propri gioielli.

Innegabile che le pizzerie siano uno dei settori della ristorazione maggiormente colpiti dall’emergenza viste le chiusure serali e la grande abitudine a consumare la pizza a cena.

Sul bilancio della crisi pesa anche l’assenza di turisti che sono tra i principali consumatori di pizza.

A livello nazionale le vendite nei locali sono praticamente dimezzate con un crack stimato da Coldiretti in almeno 5 miliardi nel 2020, che mette a rischio il futuro di 63mila pizzerie con circa 200mila addetti presenti lungo la Penisola.

A proposito, il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa spiegano: “Le difficoltà si trasferiscono lungo tutta la filiera agroalimentare anche nella nostra regione, considerato che, a pieno regime, nelle pizzerie ogni anno, a livello nazionale, si stima vengano impiegati 400 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio di oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro, senza tralasciare il taglio dei consumi di vino e soprattutto di birra che trovano nelle pizzerie un canale privilegiato di vendita. Solo la spesa domestica è in aumento con la riscoperta di ricette locali e sperimentazioni ai fornelli. I liguri si cimentano anche nella preparazione nella “cugina” ligure della pizza, la Sardenaira, ricetta che risale, secondo una tradizione, alla fine del Quattrocento, chiamata allora  “pizza d’Andrea” in onore l’ammiraglio Andrea Doria, (versione poi aggiornata alla fine del Cinquecento in quella attuale, che comprende pomodoro, aglio, olive taggiasche, cipolle, e acciughe) e la focaccia di Recco che si è affermata dal 1800 in poi e che, nella ricetta originale, prevede l’impiego della prescinseua, formaggio locale ottenuto dal latte di Cabannina. Le continue limitazioni alle attività di impresa devono ora più che mai prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera, per non danneggiare ulteriormente i territori, mentre per  rispettare appieno le tradizioni e i gusti liguri anche tra le mura domestiche, bisogna fare attenzione ad acquistare ingredienti del territorio venduti direttamente in azienda, botteghe e Mercati di Campagna Amica Liguria,  sostenendo così allo stesso tempo le imprese agricole ed ittiche locali.”

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