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sabato, 13, Aprile, 2024
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Vino – No ad allarmi UE sulle etichette

vino bicchiereArriva un secco no alla proposta di etichettature allarmistiche sulle bottiglie di vino.

Secondo un sondaggio on line sul sito di Coldiretti e divulgato in occasione dell’incontro organizzato sul nuovo piano UE per la salute, quasi un italiano su quattro, circa il 23%, smetterebbe di bere vino o ne consumerebbe di meno se in etichetta trovasse scritte allarmistiche come quelle che si trovano sui pacchetti di sigarette.

Il pericolo dell’introduzione di etichette fuorvianti è legato al fatto che la commissione UE potrebbe introdurre allarmi per la salute sulle etichette delle bevande alcoliche, proprio come accaduto sui pacchetti di sigarette.

La nuova etichettatura potrebbe rientrare nell’ambito di prevenzione del nuovo “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei” ed eliminare vino e birra dai programmi di promozione dei prodotti agroaliminetari.

Una scelta che colpirebbe anche le carni rosse e le carni trasformate, associate ai rischi di tumore, per favorire il passaggio a diete vegetali.

A proposito, il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa affermano: “E’ del tutto improprio assimilare l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità, ed a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l’emblema di uno stile di vita ‘lento’, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con sé stessi, di certo da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol. Le nuove politiche rischiano di colpire ingiustamente componenti fondamentali del Made in Italy agroalimentare: una provocazione vera e propria nei confronti dell’Italia a dieci anni dal riconoscimento Unesco della dieta mediterranea, dieta fondata proprio su un’alimentazione diversificata che con pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari, hanno consentito agli italiani di conquistare il primato Europe di longevità. Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini, non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va infatti ricercato trai diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannato lo specifico prodotto. Con etichette fuorvianti e allarmistiche non si fa corretta informazione nei confronti del consumatore, ma si rischia solo di danneggiare prodotti di tradizione secolare, con un impatto devastante sull’economia, occupazione e biodiversità italiane. In un momento difficile per l’economia bisogna tutelare le nostre produzioni, continuando a portare sul mercato, e promuovendo al meglio, il valore aggiunto del Made in Italy: non bisogna infine dimenticare che l’equilibrio nutrizionale va sempre ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannato lo specifico prodotto”.

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